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Italia femminile a Nashville: Sillari verso i 100 caps, Vecchini verso i 50

Due traguardi importanti, quattro cambi nella formazione e una Nazionale che cerca risposte dopo Mansfield. Sabato 24 ottobre l'Italia chiude le WXV Global Series 2026 contro gli Stati Uniti.

Diciotto mete segnate in tre partite. Una vittoria e due sconfitte.

Sono i numeri con cui l'Italia femminile si presenta all'ultimo appuntamento delle WXV Global Series 2026. Raccontano una squadra che riesce a costruire occasioni e a trovare la via della meta, ma che finora ha raccolto meno di quanto prodotto in attacco.

Sabato 24 ottobre, al Geodis Park di Nashville, le Azzurre ritroveranno gli Stati Uniti, vittoriosi 36-27 nella prima sfida di Mansfield. Sarà un'occasione per capire se, a distanza di una settimana, qualcosa potrà cambiare nella gestione della partita.

Nel frattempo, il comunicato con la formazione ha portato due notizie che meritano uno spazio tutto loro. Michela Sillari è stata scelta per partire titolare e si prepara a raggiungere le 100 presenze in Nazionale. Vittoria Vecchini, confermata al centro della prima linea, arriverà a 50. Ha soltanto 24 anni.

Due traguardi di peso, dentro una partita che può ancora aggiungere qualcosa al racconto di questa Italia.

Michela Sillari, cento volte azzurra

Michela Sillari torna nel XV iniziale con la maglia numero 13, dopo essere rimasta fuori dalle 23 selezionate per Mansfield.

Con 99 presenze alle spalle, la giocatrice del Valsugana è a una partita dall'ingresso nel gruppo delle centurione italiane. Un elenco che comprende, tra le altre, Sara Barattin, Lucia Gai e Sofia Stefan.

Cento caps non sono soltanto una cifra da celebrare. Per raggiungerli bisogna attraversare stagioni differenti, restare a disposizione della Nazionale, confrontarsi con avversarie e contesti che cambiano. Nel percorso di Sillari c'è una parte importante della storia recente del rugby femminile italiano.

E sarebbe sbagliato guardare soltanto indietro.

Il 26 settembre, contro il Sudafrica, Sillari aveva realizzato quattro calci su cinque tentativi. Tre trasformazioni e un piazzato, quello che nella ripresa aveva portato l'Italia avanti 29-27.

La partita sarebbe poi finita 41-29 per le sudafricane, ma quel momento aveva ricordato quanto il suo gioco al piede potesse pesare sul risultato.

A Nashville tornerà titolare accanto a Sara Mannini, in una coppia di centri completamente diversa da quella schierata inizialmente a Mansfield.

Il centesimo cap, se arriverà come previsto, accompagnerà dunque una scelta tecnica importante. E per una giocatrice abituata a misurarsi con le responsabilità del campo, probabilmente è il modo più naturale di raggiungere un traguardo simile.

Vittoria Vecchini, cinquanta presenze a 24 anni

Per Vittoria Vecchini il numero è diverso, così come il momento della carriera.

La tallonatrice del Gloucester-Hartpury si prepara alla cinquantesima presenza con l'Italia a soli 24 anni. Un'esperienza internazionale già considerevole, alla quale si aggiunge un dato particolarmente interessante delle ultime settimane.

Vecchini è andata in meta contro Giappone, Sudafrica e Stati Uniti.

Tre partite consecutive, tre marcature.

A Mansfield, al 38', è stata lei a concludere una maul avanzante, permettendo all'Italia di accorciare sul 26-10 prima dell'intervallo.

Sono episodi che raccontano anche il lavoro delle avanti. La costruzione di una maul efficace nasce da una conquista pulita, dall'organizzazione del gruppo e dalla capacità di avanzare insieme. Vecchini ha saputo finalizzare quelle occasioni.

Sarebbe riduttivo misurare una tallonatrice soltanto attraverso le mete. Il suo ruolo richiede molto altro, dalla mischia alla rimessa laterale, fino al lavoro nei punti d'incontro. Ma questa continuità realizzativa merita attenzione, soprattutto mentre si prepara a raggiungere un traguardo personale così significativo.

Le WXV Global Series erano iniziate con un'altra cinquantesima presenza, quella di Vittoria Ostuni Minuzzi contro il Giappone, nella sua prima partita da capitana. Nello stesso incontro l'estremo aveva segnato la ventunesima meta in azzurro, raggiungendo il primato nazionale.

Tre traguardi importanti all'interno dello stesso ciclo internazionale. Vale la pena ricordarli anche quando si analizzano i risultati, perché raccontano il percorso delle giocatrici che oggi costituiscono una parte fondamentale della Nazionale.

Quattro cambi, ma Sciamanna conserva il gruppo

Per la seconda sfida contro gli Stati Uniti, Plinio Sciamanna cambia quattro titolari.

Alissa Ranuccini partirà dall'inizio in terza linea al posto di Mascia Jelic, mentre Sofia Stefan riprenderà la maglia numero 9, con Alia Bitonci in panchina.

Le altre due modifiche riguardano i centri. Sara Mannini e Michela Sillari sostituiranno Beatrice Rigoni e Alyssa D'Incà, entrambe a disposizione.

Una scelta che modifica una parte importante della linea arretrata, lasciando però sostanzialmente invariato il gruppo delle convocate.

Delle 23 giocatrici selezionate per Mansfield, infatti, 22 sono confermate. Sillari è l'unica novità e prende il posto di Gaia Buso.

Sciamanna mantiene il triangolo allargato formato da Francesca Granzotto, Aura Muzzo e Vittoria Ostuni Minuzzi, ancora capitana. Confermata anche la prima linea con Zanette, Vecchini e Pilani.

Avere due partite ravvicinate contro la stessa avversaria permette di osservare come possano funzionare combinazioni differenti. In particolare, sarà interessante vedere l'intesa tra Mannini e Sillari e la gestione del gioco con Stefan nuovamente titolare.

Sarebbe prematuro attribuire al commissario tecnico motivazioni precise senza sue dichiarazioni. La formazione, però, mostra che le modifiche si concentrano in ruoli importanti per la costruzione del gioco.

Mansfield: cinque mete non sono bastate

Il primo confronto con gli Stati Uniti ha lasciato parecchio materiale su cui lavorare.

L'Italia ha segnato cinque mete, esattamente come le avversarie, ma ha perso 36-27.

Le americane sono riuscite a costruire un vantaggio pesante già nella prima frazione, chiusa sul 26-10. Le Azzurre hanno avuto opportunità interessanti, soprattutto nelle fasi iniziali, senza riuscire sempre a concretizzarle.

Nella ripresa è arrivata una reazione. Francesca Granzotto ha completato la sua doppietta, mentre le altre mete italiane portano le firme di Vecchini, Muzzo e Zanette.

Gli Stati Uniti hanno risposto con tre marcature di Georgie Perris-Redding e due di Hope Rogers.

Sul tabellino, i nove punti di differenza derivano dai calci: quattro trasformazioni e un piazzato per le Eagles, una sola trasformazione per l'Italia.

Fermarsi a questo dato, però, significherebbe leggere soltanto una parte della partita.

Le trasformazioni mancate hanno inciso sul punteggio, ma l'Italia aveva già concesso agli Stati Uniti un margine importante. Il problema non riguardava esclusivamente la precisione dalla piazzola: in diversi momenti sono mancati continuità, gestione del possesso e capacità di sfruttare le occasioni create.

È proprio questo che rende interessante il secondo confronto.

L'Italia ha dimostrato di poter mettere in difficoltà le Eagles. Adesso dovrà cercare di farlo con maggiore continuità, senza ritrovarsi costretta a inseguire per gran parte dell'incontro.

Diciotto mete e una vittoria: cosa ci dice questa Italia?

Il primo ciclo internazionale di Plinio Sciamanna è cominciato con il successo per 55-21 sul Giappone, accompagnato da nove mete italiane.

Contro il Sudafrica ne sono arrivate altre quattro, ma la rimonta che aveva portato l'Italia avanti 29-27 non è bastata a evitare la sconfitta per 41-29.

A Mansfield le mete sono state cinque. Anche in quel caso, però, il risultato ha premiato le avversarie.

Diciotto marcature complessive nelle prime tre partite testimoniano una capacità offensiva che merita di essere riconosciuta. Non cancellano le difficoltà incontrate, né dimostrano da sole che il sistema di gioco abbia già trovato il proprio equilibrio.

Il rugby non si misura soltanto contando quante volte si supera la linea di meta. Contano il momento in cui si segna, i punti concessi, il modo in cui si gestisce il possesso e la capacità di rimanere dentro la partita quando l'avversaria alza il livello.

Sono aspetti sui quali l'Italia ha ancora margini di miglioramento.

Quattro incontri rappresentano un campione troppo piccolo per giudicare compiutamente il lavoro di un nuovo commissario tecnico. Possono però offrire indicazioni su ciò che sta funzionando e su ciò che richiede ancora attenzione.

Nashville sarà l'ultimo appuntamento di questa prima serie.

Sillari e Vecchini avranno due traguardi personali da ricordare. Per la squadra ci sarà una possibilità altrettanto concreta: ripartire da quanto mostrato a Mansfield e provare a trasformare quelle cinque mete, quella capacità di reagire, in qualcosa di più.

Gli Stati Uniti saranno ancora di fronte. Stavolta l'Italia conosce già il prezzo degli errori commessi una settimana prima.

La formazione dell'Italia

XV titolare

1. Vittoria Zanette — Blagnac Rugby

2. Vittoria Vecchini — Gloucester-Hartpury

3. Alessia Pilani — Stade Bordelais

4. Giulia Cavina — AC Bobigny

5. Giordana Duca — Valsugana Rugby Padova

6. Francesca Sgorbini — ASM Clermont

7. Alissa Ranuccini — ASM Clermont

8. Elisa Giordano — Valsugana Rugby Padova

9. Sofia Stefan — RCTPM Toulon

10. Emma Stevanin — Grenoble Amazones

11. Francesca Granzotto — Exeter Chiefs

12. Sara Mannini — Harlequins

13. Michela Sillari — Valsugana Rugby Padova

14. Aura Muzzo — ASM Clermont Rugby

15. Vittoria Ostuni Minuzzi (capitana) — Grenoble Amazones

A disposizione

16. Silvia Fent — Benetton Rugby Treviso

17. Giorgia Cuoghi — Benetton Rugby Treviso

18. Gaia Dosi — Rugby Parma FC

19. Elettra Costantini — Valsugana Rugby Padova

20. Mascia Jelic — Benetton Rugby Treviso

21. Alia Bitonci — Valsugana Rugby Padova

22. Beatrice Rigoni — Sale Sharks

23. Alyssa D'Incà — Blagnac Rugby

USA – Italia

Sabato 24 ottobre 2026, ore 22:15 italiane

Geodis Park, Nashville (Tennessee)

WXV Global Series 2026

Diretta televisiva: Sky Sport

Fonti: Federazione Italiana Rugby, formazione annunciata il 22 ottobre 2026 e resoconti ufficiali delle partite contro Giappone, Sudafrica e Stati Uniti.

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