Trenta giocatrici, due città americane e un’avversaria che nella storia recente dell’Italia femminile compare poche volte, ma quasi sempre in passaggi che vale la pena ricordare. Plinio Sciamanna ha scelto il gruppo che partirà per gli Stati Uniti, dove le Azzurre affronteranno due volte le Women’s Eagles: prima a Mansfield, in Texas, nella notte italiana tra il 17 e il 18 ottobre, poi a Nashville il 24 ottobre alle 22.15 italiane. Entrambe le partite saranno trasmesse in diretta su Sky Sport.
La lista pubblicata dalla Federazione il 9 ottobre contiene un dato che racconta bene il momento della Nazionale. Sommando le presenze indicate accanto ai trenta nomi si arriva a 923 caps, ma nello stesso gruppo ci sono Silvia Fent, Rubina Grassi e Mascia Jelic, che aspettano ancora il debutto con la maggiore. Michela Sillari parte da 99, Sofia Stefan da 108. In mezzo ci sono quasi tutte le gradazioni possibili di un percorso internazionale.
È anche la prima finestra autunnale di Plinio Sciamanna da commissario tecnico dopo la conferma arrivata il 27 agosto. Sciamanna faceva già parte dello staff azzurro dal 2021 ed era stato responsabile ad interim durante i raduni estivi. Il suo primo test ufficiale da capo allenatore è stato il 55-21 sul Giappone del 19 settembre a Fontanafredda; una settimana più tardi è arrivato il 29-41 contro il Sudafrica, partita nella quale l’Italia era riuscita a risalire dal 12-24 dell’intervallo fino al 29-27 prima della risposta delle Springbok Women.
Il WXV non è più quello delle prime edizioni
Anche il contesto è nuovo. Dal 2026 il WXV ha cambiato struttura: le dodici Nazionali della fascia principale non sono più raccolte in un unico torneo, ma partecipano a un modello di tournée incrociate casa-trasferta dentro una finestra internazionale tra settembre e ottobre. Il progetto complessivo coinvolge diciotto Nazionali e prevede oltre cento partite tra il 2026 e il 2028; le squadre dal tredicesimo al diciottesimo posto disputano invece il WXV Global Series Challenger in sede centralizzata.
Per l’Italia il primo anno della nuova formula significa quattro test. I primi due sono stati giocati a Fontanafredda: vittoria 55-21 sul Giappone e sconfitta 29-41 contro il Sudafrica. I due incontri negli Stati Uniti completeranno il programma. Non è quindi una trasferta isolata, ma l’ultima parte di una finestra costruita proprio attorno all’idea di far viaggiare le Nazionali e creare più partite internazionali di livello.
Quattro precedenti e un bilancio perfettamente in equilibrio
Italia e Stati Uniti si sono affrontate soltanto quattro volte in incontri ufficiali. Il bilancio è 2-2, con 86 punti segnati dalle Azzurre e 76 subiti. È un numero ridotto di partite rispetto a molte rivalità europee, ma dentro quelle quattro sfide ci sono due sconfitte iniziali e due vittorie che coincidono con una fase di crescita importante della Nazionale italiana.
Il primo confronto risale al 2012, a Roma, quando gli Stati Uniti vinsero 34-20. Cinque anni dopo, nella fase a gironi della Coppa del Mondo 2017 a Dublino, arrivò un altro successo americano, 24-12.
La prima vittoria italiana arrivò a Whangarei nel 2022, nella gara d’esordio della Rugby World Cup giocata in Nuova Zelanda. Gli Stati Uniti partirono meglio e andarono in vantaggio, ma l’Italia cambiò il senso della partita con la meta di Vittoria Ostuni Minuzzi e, nella ripresa, con la doppietta di Aura Muzzo e la marcatura di Maria Magatti. Finì 22-10. I cinque punti conquistati in quella giornata furono fondamentali nel percorso che, dopo la successiva vittoria sul Giappone, avrebbe portato le Azzurre al primo quarto di finale mondiale della loro storia.
Quel ricordo è tornato alla vigilia della tournée americana. Sofia Stefan, oggi a 108 caps, ha descritto quella squadra come un gruppo speciale e quella vittoria come una partita capace di aprire “un gran portone” verso un traguardo mai raggiunto. Elisa Giordano, anche lei convocata per gli Stati Uniti nel 2026, ha ricordato una giornata in cui tutto sembrò funzionare nel modo giusto. Non serve trasformare quei ricordi in una profezia sul presente: servono piuttosto a capire perché gli USA, pur con soli quattro precedenti, occupino un posto riconoscibile nella memoria recente delle Azzurre.
Il quarto incontro fu al WXV 2 del 2023, a Città del Capo. L’Italia vinse 30-8, chiudendo il torneo con tre vittorie su tre. Il titolo andò però alla Scozia: entrambe terminarono a 15 punti, ma le scozzesi chiusero con una differenza punti di +55 contro il +53 italiano. Due punti di differenza, non due punti di classifica, separarono le Azzurre dal trofeo.
Una curiosità che porta indietro fino al 1991
Italia e Stati Uniti condividono una pagina molto più antica, anche se allora non si incontrarono. Entrambe parteciparono alla prima Coppa del Mondo femminile, disputata in Galles nel 1991. L’Italia era nel girone con Inghilterra e Spagna; gli Stati Uniti con Paesi Bassi e Unione Sovietica.
Furono proprio le americane a vincere quella prima edizione, battendo l’Inghilterra 19-6 nella finale di Cardiff. Gli USA avrebbero raggiunto anche le finali del 1994 e del 1998 e restano, insieme a Inghilterra e Nuova Zelanda, una delle sole tre Nazionali ad aver vinto una Coppa del Mondo femminile.
È curioso che due squadre presenti già nel 1991 abbiano dovuto aspettare ventuno anni per affrontarsi per la prima volta. Ora, trentacinque anni dopo quella prima Coppa del Mondo, si ritrovano due volte nell’arco di una settimana.
Sillari a 99 e il club delle Centurione
La storia più evidente dentro questa convocazione è quella di Michela Sillari. La trequarti del Valsugana parte con 99 presenze internazionali. Se verrà utilizzata negli Stati Uniti, diventerà la quarta giocatrice nella storia della Nazionale femminile italiana a raggiungere quota cento.
La prima è stata Sara Barattin, il 19 settembre 2021 contro l’Irlanda nelle qualificazioni mondiali. Ha poi chiuso la carriera azzurra a 116 caps, primato italiano. Lucia Gai è diventata la seconda centuriona nel 2024, entrando contro il Galles al Principality Stadium. Sofia Stefan ha raggiunto quota cento il 31 agosto 2025 contro il Sudafrica alla Coppa del Mondo e oggi, con 108 presenze, è la seconda Azzurra più presente di sempre dietro Barattin.
Sillari è a un passo da quel gruppo. Il numero 99 ha inevitabilmente un peso simbolico, ma racconta anche quanto a lungo una parte dell’attuale Nazionale abbia attraversato fasi molto diverse del rugby italiano: Mondiali, Sei Nazioni, il primo quarto di finale del 2022, la nascita del WXV e ora la sua trasformazione in Global Series.
Nello stesso spogliatoio: 108 caps e tre esordienti
Il dato più interessante della lista, però, non è soltanto quello delle giocatrici più esperte. È la distanza che esiste tra gli estremi del gruppo. Stefan è a 108, Sillari a 99, Beatrice Rigoni a 88, Elisa Giordano a 84, Giordana Duca a 67 e Aura Muzzo a 65. Dall’altra parte, Fent, Grassi e Jelic aspettano ancora il primo cap; Giorgia Cuoghi e Laura Foscato ne hanno uno ciascuna.
Foscato ha debuttato contro il Giappone il 19 settembre, nella stessa partita in cui Vittoria Ostuni Minuzzi ha raggiunto la cinquantesima presenza e ha giocato per la prima volta da capitana. Cuoghi ha esordito una settimana più tardi contro il Sudafrica. La fotografia che ne viene fuori non è quella di una generazione che ne sostituisce bruscamente un’altra. Le esperienze si sovrappongono, e la tournée americana offre un altro spazio nel quale capire come possano convivere.
C’è poi la geografia dei club. Delle trenta convocate, sedici giocano all’estero e quattordici in Italia. Dodici delle sedici impegnate fuori dal campionato italiano militano in Francia, distribuite tra Bobigny, Montpellier, Blagnac, Tolone, Clermont, Grenoble e Bordeaux; le altre quattro giocano in Inghilterra, con Exeter Chiefs, Harlequins, Sale Sharks e Gloucester-Hartpury.
Il dato non va trasformato automaticamente in un giudizio sul campionato italiano o sulle scelte individuali. Dice però qualcosa della Nazionale di oggi: più della metà del gruppo vive ogni settimana in un contesto di club straniero, mentre una parte consistente continua a formarsi e competere in Italia. Anche questa doppia esperienza finisce nello stesso spogliatoio azzurro.
Le assenze e la continuità della finestra
La trasferta americana non avrà a disposizione tutte le giocatrici coinvolte nelle settimane precedenti. Gaia Maris, Veronica Madia e Margherita Tonellotto restano in Italia per proseguire i rispettivi recuperi fisici. Silvia Turani, invece, ha riportato un problema a un ginocchio e non partirà in via precauzionale.
Sono assenze che tolgono esperienza e opzioni, ma il senso di una lista da trenta giocatrici è anche quello di offrire allo staff margine per gestire due test a distanza ravvicinata. Sciamanna aveva dichiarato già all’inizio della finestra l’intenzione di utilizzare queste partite per allargare il gruppo e continuare a lavorare sull’identità tecnica della squadra. Gli Stati Uniti saranno l’ultima occasione del 2026 per farlo in partita.
Le 30 convocate
- Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 17 caps)
- Gaia BUSO (Arredissima Villorba Rugby, 6 caps)
- Giulia CAVINA (AC Bobigny, 7 caps)
- Chiara CHELI (Arredissima Villorba Rugby, 5 caps)
- Giada CORRADINI (Montpellier Rugby Féminin, 2 caps)
- Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, 2 caps)
- Giorgia CUOGHI (Benetton Rugby Treviso, 1 cap)
- Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 42 caps)
- Gaia DOSI (Rugby Parma FC, 2 caps)
- Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 67 caps)
- Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso, esordiente)
- Laura FOSCATO (CUS Milano Rugby, 1 cap)
- Alessandra FRANGIPANI (Arredissima Villorba Rugby, 18 caps)
- Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova, 84 caps)
- Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 30 caps)
- Rubina GRASSI (RCTPM Toulon, esordiente)
- Mascia JELIC (Benetton Rugby Treviso, esordiente)
- Sara MANNINI (Harlequins, 19 caps)
- Aura MUZZO (ASM Clermont, 65 caps)
- Vittoria OSTUNI MINUZZI (Capitana, Grenoble Amazones, 51 caps)
- Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby, 14 caps)
- Alissa RANUCCINI (ASM Clermont, 25 caps)
- Beatrice RIGONI (Sale Sharks, 88 caps)
- Francesca SGORBINI (ASM Clermont, 44 caps)
- Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 99 caps)
- Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 108 caps)
- Emma STEVANIN (Grenoble Amazones, 34 caps)
- Vittoria VECCHINI (Gloucester-Hartpury, 48 caps)
- Beatrice VERONESE (Valsugana Rugby Padova, 36 caps)
- Vittoria ZANETTE (Blagnac Rugby, 8 caps)
Mansfield e Nashville arrivano quindi con due livelli di lettura. Sul presente, sono gli ultimi due test di una finestra che ha già mostrato un’Italia capace di segnare nove mete al Giappone e di rimontare il Sudafrica fino a mettere il naso avanti nella ripresa, ma anche di pagare caro il drive sudafricano nel finale. Sul piano più lungo, mettono insieme giocatrici che hanno attraversato una parte importante della storia recente azzurra e altre che quella storia devono ancora iniziare a scriverla.
Il 2-2 nei precedenti aggiunge un piccolo equilibrio statistico. Il 99 accanto al nome di Sillari aggiunge un’attesa inevitabile. Il 1991 ricorda invece che Italia e Stati Uniti erano già dentro il rugby mondiale femminile quando molte delle strutture di oggi non esistevano ancora.
Questa volta non serviranno ventuno anni per rivedersi. Tra Mansfield e Nashville passerà una settimana. Per l’Italia sarà abbastanza per chiudere il 2026 e, forse, capire qualcosa in più della Nazionale che vuole diventare.
Fonti e riferimenti
- FIR - Convocate per la trasferta negli Stati Uniti, 9 ottobre 2026
- World Rugby - WXV Global Series: struttura 2026-28
- FIR - Conferma di Plinio Sciamanna come CT, 27 agosto 2026
- FIR - Precedenti Italia-USA e WXV
- FIR - Il ricordo di Italia-USA 2022
- World Rugby - Italia-USA 30-8 e titolo WXV 2 2023 deciso dalla differenza punti
- World Rugby - Storia della Coppa del Mondo femminile 1991
- FIR - Sara Barattin, 100 caps
- FIR - Lucia Gai, 100 caps
- FIR - Sofia Stefan, 100 caps alla Rugby World Cup 2025
- FIR - Italia-Giappone 55-21, 19 settembre 2026
- FIR - Italia-Sudafrica 29-41, 26 settembre 2026
Il totale di 923 caps, il 16/14 tra estero e Italia e il 12/4 Francia-Inghilterra sono calcoli derivati dalla lista FIR del 9 ottobre 2026.
