L’IDEA
Trasformare una parte della ricerca sulle Pioniere in un oggetto fisico.
RHYNOSMMInstagram PROGETTO RHYNOSMM · DOCUMENTO-MEMORIA
“Ci sono storie che si possono raccontare.
Altre, prima, bisogna provare a non perderle.”
Da mesi Rhynosmm sta ricostruendo una parte della storia del rugby femminile italiano attraverso fotografie, documenti, articoli e soprattutto le voci delle donne che quella storia l'hanno vissuta.
Da questa ricerca è nata un'idea molto semplice:
portare un pallone all'incontro dedicato ad Adelina Corbanese e chiedere alle Pioniere presenti di lasciare una firma.
Non un autografo da collezionare.
Una traccia.
Un pallone.
Una data.
Le firme di alcune delle donne che hanno contribuito a costruire ciò che oggi chiamiamo rugby femminile italiano.

01 — PERCHÉ UN PALLONE
Perché il rugby passa di mano in mano.
Lo ha fatto anche questa storia.
Da una squadra all'altra.
Da una città all'altra.
Da una generazione all'altra.
Spesso senza archivi, senza fotografie ufficiali e senza qualcuno incaricato di conservarne la memoria.
Il Pallone delle Storie nasce per fare l'opposto:
raccogliere quelle tracce nello stesso luogo.
02 — IL PALLONE
Non è un pallone celebrativo prodotto appositamente.
È un semplice pallone color cuoio, acquistato per pochi euro.
Doveva avere soprattutto una caratteristica:
spazio.
Spazio per scrivere.
Spazio per firmare.
Spazio perché fossero le Pioniere, alla fine, a trasformarlo in qualcosa che nessuno avrebbe potuto comprare.


03 — COSTRUIRLO
Anche la personalizzazione è stata realizzata a mano.
Nessuna produzione industriale.
Nessuna serie numerata.
Un solo pallone.
Sul pallone sono comparse soltanto poche parole:
“Il tocco di Ade”
“11 · 10 · 2026”
La scritta lascia spazio alle firme.
Niente grande logo.
Niente decorazioni che sottraggano spazio.
Niente elenco di nomi.
Il resto doveva rimanere vuoto.
Perché questa volta il contenuto sarebbe arrivato dopo.
ideato da Matteo Fasolio · Rhynosmm

04 — DIETRO IL PALLONE
Una documentazione progressiva. Ogni fase entra qui soltanto dopo essere realmente avvenuta.
Trasformare una parte della ricerca sulle Pioniere in un oggetto fisico.
Serviva un pallone sul quale le firme potessero diventare protagoniste. La soluzione non è arrivata da una produzione speciale. È arrivata da un vecchio pallone color cuoio.
Il pallone arriva ancora completamente vuoto. Da questo momento l’idea diventa un oggetto.


Prima di scrivere bisogna capire quanto spazio esiste davvero. Il pallone viene misurato, osservato e studiato. Perché ogni centimetro utilizzato dalla personalizzazione sarà un centimetro in meno disponibile per una firma.


Stencil, colore e spugna. Prima di intervenire sul pallone, ogni elemento viene scelto e provato. La scritta sarà realizzata a mano, lasciando al pallone ciò che conta davvero: lo spazio per le firme delle Pioniere.


Le lettere vengono posizionate una alla volta. Nessuna stampa industriale: anche l’imperfezione farà parte della storia dell’oggetto.


Il primo segno resta sul pallone.


BACKSTAGE
Prima di diventare memoria, è stato semplicemente un pallone appoggiato su un tavolo.
Stencil ritagliati, nastro, colore, qualche prova e la paura molto concreta di sbagliare qualcosa che non si poteva cancellare.
Ho scelto di non far stampare la scritta. Volevo che anche questa parte appartenesse alla storia dell’oggetto.
Così, una lettera alla volta, è comparso il nome del giorno in cui il pallone avrebbe incontrato le Pioniere:
Il Tocco di Ade.
11 ottobre 2026.
Prima dell’incontro, il resto doveva rimanere vuoto.
Quello spazio non è mio.

Questa era la preparazione prima dell’11 ottobre.
Il racconto dell’incontro prosegue qui sotto.
11 OTTOBRE 2026 — LE FIRME
Fino a quel momento c'erano una scritta fatta a mano, una data e tanto spazio vuoto.
L'11 ottobre 2026, in occasione de Il Tocco di Ade, quello spazio ha cominciato a riempirsi.
Le Pioniere del rugby femminile italiano presenti hanno accolto l'idea con affetto e curiosità, lasciando le proprie firme sul pallone.
Quando ho raccontato loro che il progetto prevedeva di donarlo al Museo del Rugby, mi hanno ringraziato. Dalle loro espressioni ho avuto l'impressione che fosse una sorpresa.
Non volevo semplicemente raccogliere autografi. Volevo che qualcosa di quella giornata, e delle persone che hanno contribuito a costruire questa storia, potesse rimanere.
Adesso quel pallone porta le loro firme.
E il suo viaggio continua.


07 — PRIMA / DOPO


IL VIAGGIO CONTINUA
Il Pallone delle Storie è destinato al Museo del Rugby, Fango e Sudore di Artena, che ha già accolto favorevolmente la proposta di donazione.
La consegna non è ancora avvenuta. Questa pagina continuerà a documentare il percorso dell'oggetto fino alla sua destinazione.
Perché una storia raccontata
può diventare memoria.