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NAZIONALE · WXV GLOBAL SERIES 2026

Italia-Giappone 55-21:
la reazione vale più del margine.

Nove mete e 34 punti di differenza. Ma il passaggio più interessante arriva quando il Giappone sale sul 12-14 e l’Italia deve ricostruire la propria partita.

Al 3’ Emma Stevanin alza lo sguardo e mette il pallone dall’altra parte del campo. Aura Muzzo sale, lo prende e segna.

È la prima meta dell’Italia nelle WXV Global Series 2026 e arriva dopo una lunga sequenza di possesso, con le Azzurre capaci di tenere vivo il pallone e costringere il Giappone a rincorrere.

Per essere la prima partita di Plinio Sciamanna da capo allenatore, l’inizio racconta subito qualcosa dell’idea offensiva sulla quale l’Italia ha lavorato nelle ultime settimane.

Poco dopo Alessandra Frangipani trova la meta del 12-0. Sembra l’inizio di una partita semplice. Non lo sarà.

Il Giappone cambia la partita

Le Sakura XV entrano finalmente nei 22 italiani e trovano per due volte quasi la stessa soluzione: touche, maul avanzante e meta. Prima Nami Asari, poi Asuka Kuge. Maiko Nishi trasforma entrambe e in pochi minuti il punteggio diventa 12-14.

È il passaggio della partita che vale più la pena riguardare.

Il Giappone alza la pressione, l’Italia perde pulizia nei punti d’incontro e anche la touche comincia a creare qualche problema. Vittoria Zanette, molto efficace nei primi minuti palla in mano, prova a continuare dopo un problema fisico ma deve lasciare il campo.

Per qualche minuto le Azzurre smettono di giocare la partita che avevano preparato.

Il tabellone dice 12-14. È lì che la partita comincia davvero a raccontare qualcosa dell’Italia.

La reazione

Poi Alyssa D’Incà vede uno spazio. Parte dalla base di un raggruppamento, combina con Sofia Stefan e segna la meta del nuovo sorpasso. È la sua ventesima in Nazionale.

Da quel momento l’Italia riprende il controllo: Vittoria Vecchini segna da drive, Giordana Duca trova la quinta meta e all’intervallo il risultato è 31-14.

Cinque mete segnate, ma anche due subite in pochi minuti e qualche difficoltà nella rimessa laterale. Il primo tempo lascia quindi materiale per entrambe le letture.

Il pomeriggio di Ostuni Minuzzi

La ripresa appartiene soprattutto a Vittoria Ostuni Minuzzi.

Prima partita da capitana, cinquantesima presenza con l’Italia e, al 46’, la ventunesima meta internazionale. Con quella marcatura supera Manuela Furlan e diventa la miglior marcatrice di mete nella storia della Nazionale femminile.

Tre traguardi nello stesso pomeriggio.

Esordi, ritorni e spazio alla rosa

Poi Sciamanna comincia ad aprire la partita anche alle giocatrici meno esperte.

Natascia Aggio entra al posto di D’Incà e conquista il primo cap. Poco dopo arriva anche l’esordio di Laura Foscato. È un dettaglio importante perché uno degli obiettivi dichiarati di questa finestra è allargare il numero di giocatrici capaci di competere a questo livello.

Al 59’ Francesca Sgorbini segna il 43-14. Qualche minuto più tardi torna in campo anche Beatrice Rigoni, di nuovo in maglia azzurra dopo un anno.

E al 68’ arriva un altro momento particolare: Margherita Tonellotto, alla prima da titolare, trova la prima meta con la Nazionale. La trasformazione è proprio di Rigoni.

Nel finale il Giappone continua a provarci e trova la terza meta con Masami Kawamura, ma l’ultima azione importante appartiene ancora all’Italia. Ostuni Minuzzi trova Muzzo all’esterno con un passaggio laterale quasi da pallacanestro e l’ala azzurra completa la doppietta.

55-21.

Un’Italia sempre più costruita anche all’estero

Nove mete e 34 punti di differenza: è il margine più ampio mai registrato dall’Italia contro il Giappone.

C’è anche un altro dato interessante dietro la formazione scelta da Sciamanna: 12 delle 15 titolari giocano attualmente all’estero, soprattutto tra Francia e Inghilterra.

Non possiamo definirlo un record senza una serie storica completa, ma fotografa bene quanto una parte importante dell’esperienza quotidiana di questa Nazionale venga ormai costruita fuori dal campionato italiano.

Il pallone 4.5

C’era anche una piccola novità materiale: il pallone misura 4.5 utilizzato nel WXV, leggermente più piccolo del tradizionale size 5 ma dello stesso peso.

Una partita è troppo poco per attribuirgli effetti sul gioco. Sarà però interessante continuare a osservarlo lungo tutta la finestra internazionale.

Quello che resta

Il 55-21 rende il debutto di Sciamanna certamente positivo. Ci sono gli esordi di Aggio e Foscato, la meta di Frangipani, la prima meta internazionale di Tonellotto, il ritorno di Rigoni e una giornata quasi perfetta per Ostuni Minuzzi.

Ma se c’è un pezzo di Italia-Giappone da portarsi dietro verso la prossima partita con il Sudafrica, sceglierei il momento in cui il tabellone segnava 12-14.

Il Giappone aveva tolto velocità e sicurezza alle Azzurre. L’Italia ha reagito segnando tre mete prima dell’intervallo.

Le nove mete raccontano quanto questa squadra possa fare male. Quei minuti raccontano qualcosa di più utile: come reagisce quando la partita smette di andare come previsto.
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